emilio mattioli


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Gloria Vallese

Testo critico di Gloria Vallese

Uscito dall’Accademia di Bologna una decina di anni fa in possesso di una maestria tecnica invidiabile, Emilio Mattioli è un giovane la cui personalità si stà proprio ora delineando, dopo anni di ricerche diverse. Dapprincipio era un iperrealista alla Hopper, con effetti di un’ingannevolezza sorprendente;ma a poco a poco sta affiorando in lui una vena tutta speciale, che si può definiresolo neoromantica. Il suo albero d’elezione da qualche tempo è il cipresso, così intensamente verde da apparire quasi bluastro; muraglie e cancelli delimitano giardini misteriosamente deserti; l’ora prediletta è la sera, coi fanali già accesi su cieli aranciati o violetti, striati di nuvole.L’uomo è assente dai dipinti di Mattioli; ma quest’assenza tende a tradursi in tensione, in un poetico stato d’ansia, , di nostalgia. Fuochi accesi, sentieri tracciati in luoghi deserti, attrezzi abbandonati rimandano a mani, a presenze misteriose che però rimangono fuori campo, non appaiono.Nel più delicato dei suoi “Giardini” la palla a spicchi colorati richiama una presenza infantile che però non si vede; tutto è misteriosamente tranquillo eppure sospeso, come in un incantesimo. In un pezzo più recente, un grande albero contorto dai rami sagittati come folgori attende quasi inevitabilmente delle comparse romantiche che però poi non appaiono, si negano alla nostra attenzione. Il “Picco con sacrificio” con la sua forma improbabile è una poetica rivendicazione dei diritti dell’immaginazione, come lo è l’imponente presenza del “Cratere fra le nubi”. La sorpresa più recente di Mattioli sono proprio le nubi; nei cieli tersi dei primi giardini non c’erano.
La casa di Mattioli si trova a Cento, il grosso borgo nella campagna padana celebre per aver dato i natali al Guercino. E’ una casa grande, ma è difficile dire quanto, perchè è sempre in rifacimento; una scaletta tortuosa immette in tre piccole stanze ingombre di fotografie, di ritagli, di ricordi, di dipinti di diversi periodi, compagni del lungo e lento lavoro notturno di questo ostinato e taciturno pittore di bellissime nuvole. Osservatele; da quadro a quadro sono sempre diverse, non si ripetono mai uguali due volte.



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